Apache Ant: come semplificare la vita di un programmatore Java

Apache Ant è un tool di build. In parole povere, possiamo definire Ant una sorta di “make” senza le stranezze ed avversità del “make”. Ant è un programma Java (e quindi multipiattaforma) che ci facilita ed automatizza il processo di sviluppo di applicazioni Java (siano esse Stand Alone Application, Web Application, Enterprise Application) eseguendo per noi tutti gli step necessari per ottenere il prodotto finale di un progetto di grandi dimensioni a partire direttamente dal nostro codice sorgente.

Con Ant possiamo compilare, creare directory, generare la documentazione dei nostri sorgenti nel formato java doc, realizzare file .jar e .war, fare il deploy di Web Application, ecc. il tutto in maniera semplice, intuitiva ed automatizzata. Una mano santa per tutti gli sviluppatori di applicazioni Java!

Ant è un programma che non ha interfacce grafiche, si lancia da linea di comando. I comandi che esegue vengono letti all’interno di un file denominato build.xml. Dentro questo file i comandi che Ant deve eseguire sono definiti mediante opportuni tag (tutto ciò non deve spaventare i newbie, vedremo com’è facile utilizzare Ant e tutti i suoi comandi una volta che si ha a disposizione uno scheletro del build.xml).

Per iniziare, scarichiamo l’ultima versione di Ant dal seguente indirizzo: http://ant.apache.org/bindownload.cgi (al momento della stesura di questo articolo l’ultima versione disponibile è la 1.6.2). Scompattato il file in una directory del File System, dobbiamo settare la variabile di ambiente ANT_HOME ed aggiornare la variabile di ambiente PATH (si presuppone che l’utente abbia già installato sulla propria macchina un JDK e correttamente settato la variabile di ambiente JAVA_HOME).
Ad esempio:

Supponiamo adesso di voler realizzare un’applicazione Java mediante l’utilizzo di Ant (in un successivo articolo vedremo come realizzare, deployare e distribuire una Web Application su Tomcat Application Server mediante Ant). Il nome dell’applicazione sarà AppExample. Creiamo le seguenti cartelle nel nostro File System:

Dentro la cartella src andremo a mettere i sorgenti della nostra applicazione (la cartella docs possiamo anche lasciarla vuota).

Nella cartella base metteremo i files di properties che l’applicazione andrà a leggere (se necessari), le immagini/icone utilizzate, gli script, ecc. e un file per eseguire l’applicazione in maniera semplice e veloce, ad esempio sotto Linux possiamo creare un file AntExample.sh e scriverci dentro:

Il file build.xml risiede nella root directory dell’applicazione, contiene i comandi che Ant andrà ad eseguire ed avrà la struttura seguente:

Eseguendo adesso il comando ant compile, avviamo automaticamente la compilazione di tutti i sorgenti che si trovano dentro la cartella src.  Se la compilazione va a buon fine (codice sorgente esente da errori), viene creata una cartella buildche contiene tutte le classi compilate e l’eseguibile per avviare la nostra applicazione.

Eseguendo invece il comando ant dist, viene creata una cartella dist che, oltre a contenere la distribuzione binaria della nostra applicazione (AntExample.jar), contiene la documentazione del nostro codice sorgente nel formato javadoc.

Nel successivo articolo vedremo come realizzare, compilare e deployare una Web Application mediante l’utilizzo di Ant.

 

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